Da Milano a Firenze di corsa: l’avventura di Giuseppe Pitzalis

9 aprile 2024 | 13:16
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Da Milano a Firenze di corsa: l’avventura di Giuseppe Pitzalis

Il massaggiatore legnanese, dopo aver corso più di cento maratone, ha portato a termine un’altra importante impresa

LEGNANO – Lo scorso giugno ha concluso la sua centesima maratona e pochi giorni fa, il 5 aprile, Giuseppe Pitzalis ha portato a termine un altro importante traguardo personale: fare una corsa a tappe che l’ha portato da Milano a Firenze. Anche questa volta ha seguito la sua filosofia legata a una corsa rilassata, distaccata dallo stress del rientrare nei tempi: “Altro che contachilometri, mi regolo con i campanili!”.

Come hai gestito questa nuova avventura?
“Per me è stata una prova, non avevo mai fatto percorsi a tappe. Volevo capire come avrebbe reagito il mio corpo e di quanto tempo aveva bisogno per recuperare. L’ho fatto in maniera sicura, seguendo la Via Francigena e un’applicazione… e ha funzionato! Sono partito da Piazza Duomo fino ad arrivare a Piazza della Signoria, per un totale di circa 500 km. Il via è stato a inizio gennaio, l’ho divisa in 10 tappe andando nei weekend. Ho fatto un giro un po’ più largo, passando anche dalla Liguria e da Lucca, però è stato bellissimo. Ho scelto di affrontare il percorso facendo la mia solita corsa lenta, che mi ha permesso di fare molti chilometri (più o meno 50 alla volta) senza avere ripercussioni sul fisico. Nel corso delle 10 tappe ho affrontato condizioni climatiche molto differenti; sono partito da Milano con le temperature sotto zero e venerdì ho raggiunto Firenze con un caldo pazzesco. Nel mezzo ho attraversato anche zone tra la nebbia fitta”.

Giuseppe PitzalisIl percorso scelto per raggiungere Firenze

Eri da solo?
“Molte delle tappe le ho fatte con mia moglie Monica, che spesso mi raggiungeva in bici per percorrere gli ultimi chilometri della tappa. Lei è il mio team ufficiale” – scherza Giuseppe – “Porta sempre con sé viveri, cambi e chiacchiere. È bello avere la possibilità di fare queste avventure in coppia, è un modo per parlare e ridere insieme nel silenzio della natura, che rende tutto meno faticoso”.

Se dovessi scegliere la tappa più bella e quella più brutta…
“Non c’è stata una tappa più o meno bella delle altre, il tutto è stato davvero un’esperienza indimenticabile. Ogni tratta aveva delle caratteristiche che l’hanno resa bella tanto quanto le altre, sia quelle in salita da percorrere per forza con le bacchette, sia quelle di assoluta pianura. La cosa più bella è stata che, partendo al mattino presto, non c’era in giro nessuno e potevo godermi il paesaggio nel silenzio totale. È proprio il caso di dire che, in questo caso, la bellezza del viaggio è stato il viaggio”.

Giuseppe PitzalisGiuseppe Pitzalis e la moglie Monica

Hai qualcos’altro in programma?
“Adesso mi riposo e comincio ad andare in bicicletta, prefissandomi come obiettivo quello di raggiungere Venezia, magari in tre tappe, seguendo la Ciclabile Aida. La prenderò da Milano e, dopo circa 350 km, raggiungerò Venezia. In futuro, l’idea è quella di fare la Coast to Coast, la corsa a tappe che parte dall’Adriatico e arriva al Tirreno. Anche quella la farò con Monica, sono circa 500 km che si fanno seguendo un tracciato ben preciso… ma adesso non ho le gambe per farlo. Il mio sogno è quello di fare cose sempre più lunghe, seguendo un po’ le orme di ‘matti’ come Lorenzo Barone o Marco Invernizzi, che fanno migliaia e migliaia di chilometri in bici in giro per il mondo. In confronto a loro io sono in prima elementare! Certo è che, se dovessi arrivare a fare imprese del genere, continuerei a seguire la mia filosofia dell’intraprendere il percorso con estrema calma… e sempre portandomi dietro il mio super team”.