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Giuseppe Pitzalis, il legnanese delle cento maratone

22 giugno 2023 | 16:27
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Giuseppe Pitzalis, il legnanese delle cento maratone

La filosofia alla base della sua passione per la corsa

LEGNANOMassaggiatore di professione, maratoneta nel tempo libero. All’età di 57 anni il legnanese Giuseppe Petzalis ha da poco raggiunto un importantissimo traguardo personale: giovedì 1° giugno ha portato a termine la 100ª maratona della sua vita. Abbiamo fatto una chiacchierata con lui per capire meglio da cosa nasce la sua passione, e le sue risposte sono state sorprendenti. Niente agonismo, solo tanto amore per lo sport sano e per la natura.

Da cosa nasce la sua passione e qual è stata la sua prima maratona?
“Ho iniziato a correre per perdere peso, come tutti. Poi col tempo ho provato ad aumentare sempre di più la distanza, fino ad arrivare ai 42 km della maratona. La prima che ho affrontato è stata quella di Milano, nel 2004. In quel caso ho sbagliato tutto: l’abbigliamento, il modo di partire… tutto. Poi pian piano ho imparato a gestire meglio la corsa. Ho un passo tranquillo, concludo in circa 4 ore, quasi il doppio rispetto ai tempi di chi vince, ma non lo faccio per competizione, il mio obiettivo è di arrivare vivo” – scherza Pitzalis. “Ci tenevo particolarmente a raggiungere questo numero, ci ho messo vent’anni, ma non mi fermerò perché correre mi fa stare bene. Per me la maratona è un viaggio, si sta sulle proprie gambe per molte ore e si ha il tempo per guardarsi intorno e fare pensieri belli. Penso che la maratona sia una metafora che serve anche al di là dello sport, bisogna partire piano e continuare lentamente. È un po’ come avere lo stipendio e consumarlo in un quarto d’ora oppure riuscire a farlo durare tutto il mese. La forza che abbiamo è quella e bisogna saperla gestire nell’arco dei 42 km”.

Generico giugno 2023

Ci sono delle gare che per un maratoneta sono un must, lei ne ha fatta qualcuna? Ha ancora un sogno da realizzare?
“Le ho fatte tutte: Berlino, Londra, Parigi, New York… ho appena cominciato e ce ne sono ancora tantissime da fare! Spesso con gli altri maratoneti non ci capiamo perché molti di loro corrono soprattutto con l’interesse di migliorare i propri tempi. Io ogni cosa che faccio la faccio in maniera tranquilla, che sia correre, camminare, nuotare o fare yoga. L’obiettivo sono io, non il mio tempo; non mi regolo con cronometro, ma con i campanili delle chiese. Nonostante questo, i risultati arrivano, basti pensare che ho tagliato il traguardo delle 100 maratone”.

Il legnanese ha poi sottolineato l’importanza di fare sport in contesti che possano trasmettere tranquillità.
“Quando faccio i cammini o quando mi alleno, mi piace farlo in posti belli. Ad esempio attraversare la Valle d’Aosta a piedi, piano piano, oppure andando a correre lungo i canali. Il tutto poi si ripercuote sulla gara, che vivo come un momento sereno, non come uno sforzo fisico eccessivo. Se la gara c’è la domenica, se ho la possibilità parto già il giovedì, in modo da godermi anche la zona e il contesto fuori dalla maratona”.

Generico giugno 2023

Quindi oltre alla corsa fa anche altri sport?
“Sì, mi piace nuotare, ho fatto anche delle traversate dei laghi, e camminare; anche in questi casi sempre rispettando la mia filosofia”.

Prossimi impegni?
“Senz’altro altre maratone. Domenica 18 giugno ho concluso quella dalla Valle d’Aosta e penso che ad agosto ne farò un’altra. Poi mi piacerebbe continuare la Via Francigena, che ho già fatto dalla Valle d’Aosta a Lucca, e provare ad arrivare fino a Roma. Anche di cammini di questo tipo ce ne sarebbero ancora moltissimi da fare, come ad esempio la Via Francisca. Il bello di questi percorsi è che sono segnati molto bene e quindi si può correre o camminare in assoluta tranquillità”.

Ha un gruppo con cui affronta queste imprese sportive?
“No, generalmente vado con la mia famiglia. Sono iscritto al Cus Pro Patria Milano e, in automatico, dopo 50 maratone si entra nel Club Italiano Super Marathon, che permette di avere sconti nelle varie iscrizioni. Alcuni super maratoneti hanno una bella filosofia, ho imparato molto da loro, soprattutto il concetto di correre in modo sano. Loro fanno tantissime cose, ma le fanno col sorriso. In molte gare, quando ci si incrocia, incitano e supportano tutti; sono un bel gruppo”.